Cani, gatti, coniglietti, criceti e persino pesci rossi. Sempre più bambini vivono a contatto con un animaletto (il 43% delle famiglie con prole ne ha uno), giocano quotidianamente con lui.

“La presenza di un animale domestico è di grande aiuto nell’educazione e nello sviluppo emotivo del bimbo”, afferma la psicologa infantile Manuela Trinci. “Confrontandolo con gli animali “magici” delle favole, il bimbo impara a distinguere tra la finzione e la natura vera, tra ciò che si vorrebbe e ciò che è. Giocando con gli animali, piuttosto che con una raffigurazione di pezza, si rende contro che al mondo gli esseri viventi sono fatti in tanti modi”.

Osservando gli animali di casa che crescono e invecchiano, alcuni anche velocemente come criceti e coniglietti, il bambino ha anche  la possibilità di imparare in modo più naturale a confrontarsi con i cicli della vita.

E per i neonati? L’influenza positiva dell’animale è indubbiamente legata alla capacità del bambino di instaurare una relazione con lui, cosa non proprio facile prima dei 2-3 anni di età. Tuttavia, adottare un animale può avere effetti benefici indiretti anche su un lattante. Intanto, sarà già presente e ben inserito nella casa quando il “padroncino” avrà l’età giusta per affezionarsi a lui.

Nel caso comunissimo di un figlio unico, la sua presenza precoce contribuirà ad arricchire il clima emotivo della famiglia. Le cure dei genitori saranno in qualche modo ripartite tra i due, evitando un eccesso di attenzione “bambinocentrica”.

Uno dei benefici della relazione animale-bambino è la progressiva capacità di quest’ultimo di comprendere cosa “pensa” il suo amico a quattro zampe, come si sente, qual è il suo umore, imparando a regolare il proprio comportamento di conseguenza. Si tratta di un’empatia che scatta spontanea. Bambini e animali socializzano con naturalezza attraverso il gioco e la comunicazione non verbale.