In Italia il diabete infantile colpisce circa un bambino su 3800 e coinvolge nella malattia tutta la famiglia.

Non bisogna farsi spaventare eccessivamente da questa patologia che permette comunque una vita normalissima a tutti gli affetti.

A provocare questa malattia autoimmune è un aumento di zuccheri nel sangue che l’insulina, ormone prodotto dal pancreas, non riesce a riequilibrare.

Tra i sintomi più comuni del diabete infantile si possono notare:
– l’acetone, ovvero comparsa di corpi chetonici nelle urine
– aumento di appetito (polifagia) ma diminuzione di peso
– deperimento e indolenza
– necessità di bere in continuazione (polidipsia)
– necessità di fare pipì (poliuria) che porta anche bimbi già abituati ad andare in bagno da soli a bagnare nuovamente il letto
– irritabilità
– sonnolenza e rallentamento nella crescita

Tra le cause più comuni spicca l’ereditarietà ma anche l’eccessivo consumo di zuccheri o una alimentazione squilibrata che possono portare al diabete. Altra causa comune è una disfunzione del pancreas, ovvero il produttore d’insulina.

Per verificare la presenza della malattia si eseguono test delle urine e del sangue, a digiuno e non.

Per quanto riguarda la famiglia, passata la paura iniziale, è importante affrontare con serenità la malattia.
Innanzitutto bisogna pensare che il diabete giovanile permette comunque una vita normale senza troppe limitazioni.

Il bimbo deve essere cresciuto senza troppi freni, cercando di accompagnarlo negli anni in maniera naturale con la malattia. E’ utile insegnare sin da piccoli come ci si dovrà comportare da grandi per esempio facendo provare, ovviamente sotto la supervisione del genitore, il test della glicemia da soli, come se si stesse facendo un puntino con una grande penna sul dito.

In ambito scolastico le maestre e gli operatori della mensa devono essere ovviamente al corrente della malattia. I compagni invece non necessariamente.
La vita del malato deve essere ricca di giochi e divertimenti (senza eccessivo stress o violenza), i pasti possono essere consumati assieme agli altri bimbi senza far così sentire il piccolo diabetico in soggezione o escluso.

Se possibile è meglio evitare anche i sostituti dello zucchero (tipo dolcificanti) che creano solo gola e fanno sentire il bimbo limitato rispetto agli altri.

Ovviamente qualche differenza rispetto a un soggetto sano ci sarà sempre ma, con una buona consapevolezza e gestione del problema, il bambino diventerà grande senza accorgersi del suo conflittuale legame con gli zuccheri.