La rosolia, o terza malattia, trova le sue cause in un virus che si trasmette con gli starnuti e la tosse e si presenta una sola volta nella vita.

Nei bambini la rosolia è caratterizzata da febbre non particolarmente alta, esantema, ingrossamento dei linfonodi dietro al collo e, talvolta, della milza.
Nei giovanissimi la terza malattia non crea, di norma, grossi problemi mentre se il virus viene contratto da donne nel primo trimestre di gravidanza il feto può, con altissime probabilità, avere gravi problemi.

Le future mamme infatti spesso incorrono nella sindrome della rosolia congenita che causa al nascituro ritardo mentale, problemi oculari, del cuore, al fegato e molto altro. Il rischio maggiore nel primo trimestre di gravidanza è certamente quello dell’aborto spontaneo che avviene nell’85% dei casi.

Contagio rosolia: avviene nei 3 giorni precedenti alla comparsa dell’esantema e nei 7 giorni successivi circa.

L’incubazione è di circa 15/20 giorni e la cura per i bimbi consiste, solitamente, in medicinali contro la febbre.

Per tutte le bimbe è consigliato il vaccino, facoltativo, in modo da evitare, in futuro, rischi durante una eventuale gravidanza.