A quanti anni un bambino può o deve iniziare a mangiare da solo?
Molti genitori si arrovellano intorno a questo interrogativo eppure la risposta è più semplice di quanto si creda.

Ogni bambino infatti ha bisogno dei suoi tempi, non bisogna quindi cercare di affrettare i tempi oppure preoccuparsi eccessivamente se il piccolo non ha ancora imparato a gestire il suo pranzetto.

I bambini che tendono a cercare di esplorare di più sono portati, tendenzialmente, ad imparare prima. Se il piccolino inizia a cercare di afferrare le posate oppure porta già il cibo alla bocca con le dita, allora è un ottimo momento per insegnare al piccolo a pranzare da solo.

Solitamente lo svezzamento avviene circa tra i sei mesi e l’anno, ma, come in ogni occasione della vita le date non sono fisse ma possono variare per diversi aspetti.
Nei primi periodi concedete al bambino di toccare e pasticciare il cibo senza timore proponendo tanti alimenti differenti.

Prima posata amica dei bambini sarà il cucchiaio, nei primi mesi usate anche voi il cucchiaio in contemporanea, magari imboccandoli ogni tanto. I neonati imitano tantissimo e vedere la mamma o papà sarà il più grande insegnamento.

Fate molti complimenti ai bambini quando portano bene il cibo alla bocca, ne saranno compiaciuti e ripeteranno spesso il gesto.

Superati i due anni di età il bimbo cercherà la propria indipendenza e si potrà inserire l’uso della forchetta.

A quel punto non sarà più necessario imboccare il piccino, se il bimbo lo richiede sarà un semplice “vizio” o coccola.

Un ultimo fondamentale consiglio è quello di far mangiare il piccolo nel seggiolone proprio accanto a voi, abituandolo così a condividere il pasto e valutare la tavola come momento di unione.

Ogni genitore deve inoltre armarsi di tanta pazienza e non aver paura se il bimbo, inizialmente, combina guai.