Anche in città il sole può tradire e provocare arrossamenti ed eritemi. A farne le spese sono i più piccoli che si possono scottare giocando ai giardini o a spasso nel passeggino. Per i neonati, naturalmente, niente sole, ma per tutti gli altri quali sono le regole da seguire?

I bambini da 1 a 3 anni vanno sempre riparati dal sole diretto e per loro, soprattutto se hanno la pelle molto chiara, ci vuole una protezione massima. Le zone  a rischio sono quelle scoperte: il viso, le braccia, le gambe. A 3-4 anni di età i bambini, quando giocano all’aperto, non sentono il calore e non sanno proteggersi istintivamente spostandosi all’ombra. Per loro ci vuole sempre cappellino e maglietta e della buona crema protettiva da applicare non solo nelle zone esposte, ma su tutti i punti molto delicati: dietro le ginocchia, sui polpacci, sul collo del piede e sulla nuca.

Per quanto riguarda la scelta della crema protettiva, via libera alle formulazioni fluide, si possono evitare, per esempio, i solari waterproof che, creando una barriera fisica contro l’acqua, sono troppo coprenti. Ottimi anche i latti ipoallergenici e arricchiti con sostanze antiossidanti, come la vitamina E, e ingredienti lenitivi. E’ importante che le creme utilizzate siano protettive sia contro gli Uvb, i raggi che arrivano in superficie e provocano arrossamenti e scottature, sia contro gli Uva che, invece, penetrano più in profondità e sono responsabili dei danni alle cellule cutanee.

Meglio, inoltre, scegliere un prodotto che non abbia odori, visto che il profumo potrebbe attirare insetti, e non tenere i piccoli al sole dopo averli puliti con le salviette umidificate, poiché l’alcol che contengono, con l’esposizione al sole, potrebbe macchiare la pelle.