Quello annunciato oggi da Facebook è un grande passo indietro per la tutela dei minori. Non bastava che i ragazzi dai 13 ai 17 anni potessero iscriversi al social network americano senza consenso genitoriale, in spregio alla norma di legge, che vieta ai minori di sottoscrivere contratti. Da oggi potranno scrivere post ’pubblici’, visibili cioè anche agli utenti che non fanno parte della loro cerchia di ’amici’, compresi adulti e malintenzionati. Questo conferma quanto la piattaforma di Zuckerberg, per rispondere a bieche logiche di mercato, sia disposta a offrire su un vassoio d’argento i nostri figli a inserzionisti pubblicitari o peggio ancora cyberbullisti e pedofili” – dichiara Maria Rita Munizzi, Presidente del Moige– Movimento Italiano Genitori.

Siamo pronti a denunciare al Garante della Privacy Facebook, che continua ad essere “terra di nessuno”, dove regole e controlli sono spesso risibili e dove al genitore non è consentito l’esercizio di alcun tipo di controllo sulla “vita virtuale” del proprio figlio minorenne. Come genitori, non possiamo più tollerare che questo accada. Ci auguriamo che venga presto adottata una normativa specifica di tutela: la sicurezza dei nostri figli, viene prima di tutto”, conclude la Presidente Munizzi.