Quello della nanna è un momento molto delicato e importante, tanto per il bambino quanto per i genitori. Un sonno sereno e sicuro è condizionato dalla scelta del luogo ( lettino, culla o lettone ), soprattutto nei primi mesi di vita.
E’ noto che nei primi mesi la culla è preferibile al lettino. Infatti la sua forma avvolgente e le sue dimensioni ridotte fanno sentire il neonato maggiormente protetto e contenuto, trasmettendogli la sensazione di essere in un ambiente sicuro, in qualche modo simile all’utero e rendendo il passaggio dalla vita uterina a quella extrauterina più dolce, naturale e graduale.

Non a caso in ospedale si utilizzano varie modalità per dare ai neonati pre termine la sensazione di essere avvolti e protetti.
Per quanto riguarda la sistemazione, gli esperti suggeriscono, almeno per qualche mese, di porre la culla nella stanza dei genitori, quanto più possibile accanto alla mamma.
Dormire vicini è infatti vantaggioso sotto molti punti di vista e trasmette benessere e serenità sia alla mamma che al bambino.
E’ una pratica comune in molte culture e viene spesso praticata dai genitori per ovviare a difficoltà nella gestione del sonno del bambino.
Occorre chiarire però che la condivisone del letto con i genitori ( propriamente bed-sharing ) è sconsigliata e non sicura e può presentare rischi per il bambino, mentre la condivisione della stanza ( propriamente room-sharing ) che prevede che il neonato dorma in una culla posta in prossimità del letto dei genitori ma su una superficie diversa, è considerata vantaggiosa.
L’America Academy of Pediatrics infatti mette in evidenza come il dormire vicini riduca il rischio di SIDS di ben il 50%, ma sconsiglia la condivisione del letto perché può comportare pericoli per il bambino ( surriscaldamento, soffocamento, rebreathing, ostruzione delle vie aeree, esposizione al fumo,) tutti fattori di rischio per la SIDS , soprattutto in presenza di alcune condizioni quali obesità dei genitori, assunzione di alcool, stupefacenti o sonniferi, utilizzo di biancheria da letto voluminosa.
La raccomandazione dell’American Academy of Pediatrics è dunque di far dormire il bambino nella stessa camera ma non nello stesso letto dei genitori

E’ consigliato mettere in atto altre precauzioni per la sicurezza del sonno:

– mettere i bambini a dormire nella posizione supina;
– usare una superficie piatta e rigida, evitando di porre a dormire il bambino su materiali soffici e voluminosi, poltrone, divani.
– evitare l’uso di trapunte, piumini, cuscini ingombranti, animali di stoffa nell’ambiente in cui dorme il bambino;
– fissare bene la coperte al bordo del materasso in modo che non coprano accidentalmente il viso del bambino;
– non lasciare mai il bambino da solo nel letto di un adulto;
– assicurarsi che non ci siano spazi tra il materasso e la testiera del letto, muri e altre superfici che possono intrappolare il bambino.
– anche l’utilizzo del succhietto durante il sonno sia notturno che diurno sembra avere un’azione protettiva verso la SIDS (American Academy of Pediatrics)

Una culla da posizionare al fianco letto dei genitori garantisce un sonno sicuro per il bambino, offrendo allo stesso tempo tutti i vantaggi del dormire vicini:
> è una pratica comoda perché evita che i genitori debbano alzarsi a ogni risveglio del piccolo; è naturale, in quanto il piccolo nei primi mesi ha bisogno della mamma; è piacevole per entrambi.
> facilita l’allattamento materno. Se il piccolo è vicino, infatti, la donna non è costretta a scendere dal letto più volte durante la notte e può offrire il seno a richiesta molto più comodamente; il piccolo trova più facilmente soddisfazione alla sua esigenza di attaccarsi al seno; entrambi sono dunque stimolati positivamente
dalla vicinanza reciproca.
> favorisce il bonding, quel legame unico che si crea fra la mamma e il neonato;
> rassicura le mamme, anche quelle più ansiose. Il fatto di dormire vicino al figlio, infatti, le rilassa e le tranquillizza;
> aiuta a regolare l’orologio biologico del neonato. Condividendo il sonno con i genitori, infatti, il bambino finirà per acquisirne i ritmi biologici con naturalità.
> promuove l’autonomia, la sicurezza e la ricettività del bambino. Correnti di pensiero non favorevoli al dormire vicini sostengono che questa pratica rende il neonato eccessivamente dipendente dalla mamma.
Questo è contestato da molte ricerche che dimostrano come l’accudimento anche notturno sia associato a un miglior benessere psicologico del bambino.
Alcuni pedagogisti inoltre ritengono che ignorare l’esigenza del bimbo di stare a contatto con la mamma ostacolerebbe i processi di formazione della “sicurezza interiore”. Al contrario, più al bimbo piccolo viene data la possibilità di stare vicino alla mamma quando lo richiede, più sarà capace in seguito di stare da solo.

Dopo i primi mesi infatti, il bambino può gradualmente abituarsi a dormire lontano dalla mamma, dapprima nella culla in camera dei genitori ma lontano dal loro letto, poi nella sua cameretta e nel suoi lettino. Il piccolo avrà così un ambiente tutto suo e i genitori potranno recuperare i loro spazi e la loro intimità.

 

Nella foto la nuova Next2Me di Chicco