Ipermediatici, iperconnessi, multitasking, interessati più allo svago che allo studio e spesso sprovveduti: sono i nativi digitali fotografati dall’indagine voluta dal Moige – movimento genitori “La Dieta Mediatica dei nostri figli” curata dal prof. Tonino Cantelmi, professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione – Lumsa, Roma, condotta nelle scuole elementari, medie e superiori, presentata stamane presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, durante una tavola rotonda moderata da Sarah Varetto, Direttore SKYTG24, con il contributo di numerose personalità del mondo della politica, della cultura e della società come: Antimo Cesaro e Luigi Bobba, rispettivamente Segretario e Componente della Commissione Bilaterale Infanzia e Adolescenza, Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale Moige – movimento genitori, Maurizio Mensi, Presidente Comitato Media e Minori, Luca Milano, Vicedirettore Rai Fiction con delega alla programmazione minori, Raffaele Pastore, Direttore Studi e Ricerche Upa (Utenti Pubblicità Associati), Laura Bononcini, Policy manager Google Italy, Carlo Solimere, primo dirigente del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Carlo Rossanigo, Direttore Comunicazione e Rapporti Istituzionali, RCS MediaGroup, Enrico Maria Greco, Consigliere AIE, Associazione Italiana Editori, Maria Pia Caruso – Dirigente dell’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’indagine analizza otto aree: televisione, computer e internet, telefonino, cinema, videogiochi, radio, riviste e quotidiani, libri, per conoscere da vicino il mondo dei nativi digitali.

ANALISI DEI DATI
Il 52% del campione afferma di dedicare alla Tv fino a due ore al giorno. Un minore su 5 anche fino a 5 ore; il 38% trascorre davanti al monitor da 1 a 3 ore, quasi sempre connesso ad internet. Abbandonata la Tv, o magari mentre la guardano, i ragazzi cercano svago e relax nel computer, ma solo 1 su 10 si connette per studiare e fare ricerche, tutte le altre motivazioni rimandano ad aspetti ricreativi come chattare, ascoltare musica, guardare immagini e, qualche volta, ad attività illecite come scaricare film e musica. Internet è sicuramente il luogo privilegiato per la vita relazionale, infatti il 24% del campione si connette soprattutto per chattare; 1 su 5 ha incontrato le persone che ha conosciuto on line e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il proprio numero di cellulare durante una conversazione in chat. Un adolescente su 5 dichiara di aver “sempre” o “spesso” cominciato una relazione tramite Internet.

Alla domanda “sei iscritto ad un social network?” 6 su 10 rispondono di “si”, ed anche a più di uno contemporaneamente. Il 96% degli intervistati è iscritto a Facebook. Quasi il 60% dei ragazzi non ha problema nel dichiarare di essersi divertito nel ricevere oinviare foto o video “hot” (pratica definita “sexting”, dall’inglese “sex” – sesso – e “texting” – invio di messaggi virtuali). Sconcertante è la diffusione del cyberbullismo: 6 adolescenti su 10, appartenenti alla classe d’età 14-20, almeno una volta ha utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno (1 su 5 dichiara di farlo spesso).
Il 27% del campione afferma di inviare e ricevere più di 20 sms al giorno. Il 44% dichiara di passare meno di un’ora giocando con i videogiochi. Un minore su 5 trascorre ai videogiochi da 1 a 3 ore al giorno.

Allarme anche sul tema dei videogiochi: secondo il 57% del campione videogiocare influenza molto gli atteggiamenti del giocatore stesso. Allora è ipotizzabile che giochi particolarmente violenti possano implicare conseguenze negative per i ragazzi.
1 videogiocatore su 2 ha risposto di “Si” alla domanda “Hai mai pensato di voler essere come uno dei protagonisti dei tuoi video giochi?”. Il dato più preoccupante è che nella classe di età 6-10 più della metà (il 56%) si identifica con il proprio avatar.
La metà dei ragazzi italiani dai 6 ai 18 anni si reca a vedere un film al cinema più di 4 volte durante l’anno. Il 40% degli intervistati sopra i 14 anni vede, “sempre” o “spesso”, film non adatti ai minori, il che fa pensare a uno scarso controllo nelle sale cinematografiche.

4 ragazzi su 10 dichiarano di ascoltare la radio tutti i giorni, principalmente attraverso lo stereo (38%), e in automobile (61%), per lo più nel pomeriggio. I programmi musicali e quelli sportivi vanno per la maggiore.
Quanto alle riviste impressiona che 2 ragazzi su 3 affermano di leggere “mai” o “raramente”, il 21% degli intervistati dichiara di leggere “spesso” e solo il 6% di farlo “sempre”; tra questi appena il 14% lo fa tutti i giorni. Lo sport è la rubrica che più interessa senza distinzioni di età.
Il campione femminile è quello che legge libri con maggior piacere con il 41% che ha risposto “molto”, e il 36% “abbastanza” alla domanda “Ti piace leggere?” e i generi letterari preferiti dal totale del campione sono i romanzi (28%) e i libri fantasy (26%).

La ricerca mette in luce anche un aspetto che sottolinea l’emergenza educativa, infatti il 40% dei ragazzi di età superiore ai 14 anni non ha mai avuto limiti di orario da parte dei propri genitori rispetto all’utilizzo dei videogiochi. Non si rilevano importanti differenze neanche per quanto riguarda il computer o la televisione: quasi il 40% del campione è libero di navigare senza alcun limite, solo 1 su 5 ha dei tempi stabiliti per l’utilizzo del computer e 1 su 4 non ha alcun limite di orario in cui guardare la TV. Tutto questo facilita la possibilità dei ragazzi di visionare materiale non adatto alla loro età: il 25% dei ragazzi vede spesso in televisione film non adatti ai minori, il 27% ha visitato, almeno una volta, pagine web con contenuti non idonei e il 22% ha videogiocato con giochi sconsigliati per la loro età.

Un utilizzo non responsabile, e soprattutto non mediato dagli adulti, delle New Tecnology potrebbe condurre i ragazzi a condizioni psicopatologiche o a situazioni di isolamento sociale: il 21% degli intervistati ha risposto che preferisce guardare la televisione piuttosto che uscire e il 5% del campione risponde di preferire Internet piuttosto che vedersi con gli amici.
“I dati della ricerca ci confermano che abbiamo davanti una generazione che preferisce il mondo virtuale a quello reale, che si collega a internet prevalentemente per chattare e nella maggior parte dei casi lo fa con sconosciuti” – dichiara Maria Rita Munizzi, presidente Moige -. “Come rimanere impassibili davanti al 21% degli intervistati che preferisce la compagnia della tv ad un incontro con gli amici? O al 30% che utilizza internet per intraprendere nuove amicizie e addirittura al 17% degli adolescenti tra i 14 e i 20 anni che ammette di aver cominciato una relazione tramite internet? In merito all’arricchimento culturale che avviene tramite la rete scopriamo che solo 1 su 10 si connette per studiare e fare ricerche, mentre 9 su 10 passano la maggior parte del tempo a “chattare, ascoltare musica, giocare, guardare immagini”. Dati veramente preoccupanti che invitano a riflettere.
Il nostro è anche un appello a tutti coloro che hanno responsabilità nel mondo dei media adoperati dai nostri figli, che sono davvero grandi, perchè – la ricerca lo conferma – i minori tendono a identificarsi in quello che vedono, più crescono, più sono influenzati dai contenuti e dalle immagini che ricevono. Dare cose buone ai minori, nostri figli è un dovere di tutti” – conclude Munizzi.