Comitato Maria Letizia Verga, l’amore che combatte le leucemie.

Una storia iniziata più di 30 anni fa, un dolore infinito ma la voglia di dare risposte e un senso alla propria vita, nonostante la grande difficoltà.

Certo queste poche parole non bastano per descrivere ciò che di meraviglioso ha voluto un papà, Giovanni Verga, spinto dalla forza della sua bambina, Maria Letizia, che nel 1979 se n’è andata a soli 4 anni a causa della leucemia.

La sua famiglia però non si voluta far sconfiggere da questo male terribile ed ha tenuto vivo, quotidianamente, il ricordo di quella bambina che tanto ha lottato e, nel cuore di tutti, ha vinto il male.

Ora grazie a loro, e a tutti quelli che ogni giorno non abbandonano la speranza, il Comitato sta crescendo sempre più.
Accanto all’ospedale San Gerardo di Monza, che da anni ospita i bimbi affetti da leucemia, nascerà un nuovo polo per la cura e la ricerca delle leucemie del bambino.
Il progetto approvato sarà ultimato in due anni e mezzo e, durante la ristrutturazione del San Gerardo, i bambini non subiranno nessuna modifica nel trattamento e nelle sistemazioni.

Questo “ospedale pubblico costruito da privati” ha bisogno dell’aiuto di tutti; attraverso lo slogan “Dai! Costruiamolo insieme”, ognuno di noi è invitato a contribuire ed a sostenere il grande progetto.

Il Comitato Maria Letizia Verga Onlus, associazione privata formata da famiglie e medici, investirà una grande cifra per la realizzazione del centro, circa 10 Milioni di Euro.

La costruzione avverrà con una parte delle risorse già reperite dal Comitato, unitamente alla Fondazione Tettamanti per la ricerca, e grazie a raccolte fondi che coinvolgerà diversi enti e partners oltre a privati cittadini.

A gestire il nuovo centro penserà la fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma, sotto l’attenta direzione di Andrea Biondi, attuale direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Monza.

Opere come quella della famiglia Verga e dell’associazione, oltre al bene materiale che fanno, devono essere di esempio a tutti quelli che pensano che il dolore non si possa sconfiggere, perchè attraverso quest’ultimo possiamo continuare a crescere, a fare del bene, proprio nel rispetto e nel ricordo di chi ha lasciato troppo presto la vita terrena.