Gratificazioni e punizioni. Come educare i bambini al meglio?

Quante volte sentiamo genitori sgridare i bambini? Quante altre volte, invece, sentiamo mamme e papà fare complimenti ai propri figli?

Purtroppo nel maggior numero di situazioni si è spesso pronti a punire ma non a gratificare.
L’apprezzamento però è uno stimolo fondamentale per la buona crescita dei piccini.
Frasi come: “sono contento di te”, “sei stato proprio bravo”, ecc. Sono rinforzi di grande importanza dei quali un figlio non può fare a meno.

I genitori, e non solo, devono ricordarsi di mettete in risalto un buon compor tamento con gli altri ed esprimete al bambino la vostra stima per quello che ha fatto, per esempio quando gioca con gli amici, scambia i suoi giochi, non litiga col fratello, accudisce il cane, va bene nello sport, riordina la sua stanza e ogni qualvolta siate contenti del loro comportamento.

Non dimenticate di sottolineare positivamente anche l’intendo di fare qualcosa: per esempio nello sport, o da piccolissimi le prime esperienze sul vasino.

Insomma le occasioni per gratificare i figli non mancano. Per favorire una buona crescita psicologica i complimenti dovrebbero superare le critiche di almeno 4 volte i rimproveri; non esagerate con le ricompense che, in realtà, aumentano inutilmente la pressione nei bambini. Promettergli anticipatamente una ricompensa che poi non guadagnerà potrebbe procurargli molto disappunto e creargli difficoltà.

Dare invece una ricompensa a sorpresa sarà una bellissima gratificazione. Non pensate solo a qualcosa di materiale (cibo, giochi ecc) ma anche, semplicemente, ad una carezza, un bacio, un abbraccio.

Nel caso, invece, in cui il piccolino non si comporta bene ricordatevi di evitare punizioni fisiche tipo botte o schiaffi: sareste decisamente un cattivo esempio e in più rimarchereste la legge del più forte.
Quando avete difficoltà a trattenervi, usate il sistema di allontanare il bambino dalla vostra presenza imponendogli per esempio di restarsene in camera. Le punizioni in genere gli lasciano un senso di colpa e lo responsabilizzano prima.