In occasione della giornata nazionale per la lotta alla Pedofilia e Pedopornografia, 5 Maggio 2013, pubblichiamo l’interessante scheda offerta da Telefono Azzurro che approfondisce con estrema chiarezza diversi aspetti di Pedofilia e Pedopornografia.

Cosa è la pedofilia
La pedofilia è una parafilia, ovvero un disturbo della sfera sessuale riconosciuto nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali), messo a punto dall’American Psychiatric Association, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale per soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale. Nell’accezione comune, al di fuori dall’ambito psichiatrico, talvolta il termine pedofilia si discosta dal significato letterale e viene utilizzato per indicare quegli individui che commettono violenza attraverso la sessualità su di un bambino, o che commettono reati legati alla pedopornografia.

Quanto è diffusa

Nel periodo che va da gennaio a dicembre 2012, i casi di abuso sessuale e pedofilia gestiti da Telefono Azzurro attraverso la linea 1.96.96, il 114 e la chat sono stati 173. In Italia, purtroppo, è ancora carente la messa in atto di un monitoraggio sistematico da parte di organi istituzionali, che consenta di avere un quadro aggiornato, completo ed esaustivo della diffusione dell’abuso sessuale nei confronti bambini e adolescenti. In assenza di una banca dati nazionale che permetta una rilevazione omogenea e un monitoraggio della casistica, i dati disponibili sono pochi e non esaustivi, aumentando la quota di “sommerso”. Si conferma il dato, messo il luce da tempo dalle statistiche di Telefono Azzurro, secondo cui la maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengano messi in atto da persone conosciute (oltre l’80% dei casi), per lo più appartenenti al nucleo familiare.

Le pedofilia online e la pedopornografia

Una specifica categoria è rappresentata dai pedofili e dagli abusanti che operano in Internet e che si servono della rete per soddisfare la propria sessualità deviante. Lo sviluppo delle nuove tecnologie e della comunicazione tramite Web ha sicuramente favorito, da un lato, l’accesso a materiali pedopornografici, dall’altro ha moltiplicato le possibilità di entrare in contatto con bambini e adolescenti, di parlare ed interagire con loro. Ciò ha contribuito alla crescita e alla diffusione di una vasta gamma di comportamenti sessuali devianti e, in parallelo, di sottoculture che sostengono e approvano questi comportamenti.
L’adescamento on-line ha registrato una crescita del 10% dal 2008 al 2012, mostrando come il fenomeno degli abusi sessuali tramite internet sia in progressivo aumento e richieda un monitoraggio e approfondimento particolare. Sebbene anche per questa tipologia di abusi la categoria dei familiari sia quella prevalente, molti adescatori sono soggetti estranei alla vittima o amici/conoscenti.

Chi sono i protagonisti

La vittima
Rispetto alla casistica di Telefono Azzurro, vengono confermati i trend secondo cui gli abusi segnalati coinvolgono per lo più bambini e adolescenti di sesso femminile (oltre il 60%) di età minore di 10 anni (oltre il 50%). Tuttavia, soprattutto all’interno della casistica dell’ 1.96.96, la percentuale di adolescenti vittime di abusi sessuali ha subito un aumento negli ultimi anni, passando dal 13,4% nel 2009 al 22,3% nel 2012.
La maggior parte delle vittime (oltre l’80%) continua ad essere di nazionalità Italiana, tuttavia la percentuale di abusi perpetuati su bambini e adolescenti stranieri risulta in progressivo aumento, soprattutto per la casistica 1.96.96 (dal 9% nel 2011, al 19% nel 2012).

L’abusante
Dietro a questo termine possono configurarsi scenari differenti che è necessario indagare, al fine di individuare le specifiche caratteristiche di queste persone, in modo da poter predisporre le più efficaci azioni di prevenzione e di cura. In realtà, non tutti coloro che abusano dei bambini sono pedofili, così come non tutti i pedofili abusano dei bambini.

Benché la categoria dei pedofili non sia omogenea, diverse ricerche dimostrano che è possibile
individuare un profilo ricorrente:
– nella maggior parte dei casi, sono di sesso maschile, anche se secondo i dati di Telefono Azzurro, l’11,3% degli abusanti era di sesso femminile.
– nel 50-70% dei casi, alla diagnosi di pedofilia si accompagna quella di un’altra parafilia, intesa come disturbo della sfera sessuale (es. esibizionismo, voyeurismo, sadismo);
– si collocano generalmente nella fascia di età compresa tra i 40 e i 70 anni, comprendendo tutte le categorie sociali e tutti i livelli di istruzione;
– molestano principalmente vittime conosciute.

I pedofili e più in generale gli abusanti, possono essere persone apparentemente rispettabili, gentili, premurose nei confronti del bambino; possono cercare di avvicinarlo senza destare sospetti, conquistandosi la sua fiducia e quella dei suoi familiari.

Per quanto riguarda i pedofili online alcune caratteristiche sembrano differenziarli rispetto agli altri pedofili:
– sesso maschile, razza bianca, appartenenti a differenti background socio-economici;
– età compresa tra i 18 e i 25 anni (quindi più giovani dei pedofili “tradizionali”);
– generalmente non hanno commesso precedenti crimini sessuali.

I pedofili online, secondo recenti ricerche internazionali, sono caratterizzati da due profili distinti:
– coloro che si limitano alla detenzione e allo scambio di materiale pedopornografico
– coloro che, oltre a detenere questo materiale, cercano di coinvolgere bambini e adolescenti direttamente in atti sessuali (sia virtuali sia reali).