Filastrocche dell’attesa. I bambini sono in grado di ascoltare la voce della mamma già dal terzo mese di gestazione. Perché aspettare che nascano per leggergli qualcosa? Servendosi della musicalità della poesia, “Filastrocche dell’attesa – Per bambini ancora in pancia e genitori galleggianti”, di Donatella Romanelli, pubblicato da EdiGiò, è il libro adatto per creare un precoce dialogo tra la mamma e il suo bambino.

Disponibile da oggi nelle librerie di tutta Italia, e ordinabile online sui principali bookstore, “Filastrocche dell’attesa” nasce dall’intimo dialogo dell’autrice con il suo bambino in pancia e comprende 20 filastrocche, ognuna dedicata alle fasi più salienti della dolce attesa: dalla scoperta di essere incinte, alla prima ecografia; dai primi movimenti fetali alle prime fantasie su come sarà il bambino.

Per accogliere il proprio figlio è necessario preparare non solo uno spazio fisico e materiale (cameretta, lettino, abitini, fasciatoio, carrozzina, ecc.), ma soprattutto uno spazio mentale. La lettura delle filastrocche durante i mesi di attesa attirerà facilmente l’attenzione del futuro bambino che, oltre a rotolarsi felicemente, potrà familiarizzare con la voce della mamma e godere di una lettura ad alta voce nel pancione.

“Parlando con il bambino nella pancia, e attribuendogli già degli stati mentali distinti dai propri, la futura mamma potrà prendere gradualmente consapevolezza del nuovo e importante ruolo che presto svolgerà”, spiega l’autrice, psicologa-psicoterapeuta, Donatella Romanelli. “Tutto questo getta le basi per una buona relazione futura. All’incontro ufficiale della nascita si arriverà con maggiore facilità e consapevolezza.”