Non poche donne affette da diabete di tipo 1 hanno paura di non poter diventare mamme.

In realtà anche una donna con questa malattia autoimmune può aver figli senza problemi; l’importante per cercare di evitare complicazioni è contattare il diabetologo se possibile prima di concepire il bimbo.

Con il diabete, se non controllato a dovere, si rischiano infatti malformazioni nel concepimento e aborti.
L’incidenza di queste malformazioni non dipende dal livello glicemico durante la gravidanza bensì da quello al momento del concepimento e quindi nei primissimi giorni.

Oltre al bimbo i rischi possono comprendere anche le future mamme che possono aver complicazioni quali la gestosi e la pre-eclampsia.

Contattando invece il diabetologo per tempo è possibile ottenere una dieta mirata e una terapia in vista proprio della futura gravidanza. La prassi può durare anche diversi mesi, per cui prima si contatta il medico meglio è.

Le future mamme affette da diabete di tipo 1 se monitorate con la giusta terapia possono partorire naturalmente evitando il taglio cesareo.
Al momento dal parto deve assolutamente essere presente il diabetologo e la struttura ospedaliera deve essere dotata di un reparto avanzato di neonatologia in caso il piccolo mostri iperbilirubinemia, ipoglicemia, asfissia o sindrome di stress respiratorio.

Il diabete e la gravidanza possono essere connessi anche per altri motivi: talvolta le future mamme contraggono il diabete durante la gestazione.

In caso per esempio di anomalo aumento di peso verrà effettuato un esame diagnostico detto Test di O Sullivan, o curva e minicurva glicemica, che valuta lo stato di eventuale diabete gestazionale.
Il test avviene a digiuno attraverso una serie di prelievi di sangue generalmente tra 12°/14° settimana di gravidanza, in seguito verso la 24° settimana per poi ripeterlo, se ci fosse necessità, alla 28° settimana.

Le più esposte a questo rischio sono le donne con un peso troppo elevato;  si può comunque rimanere tranquille poichè il diabete di tipo 2 è una malattia curabile, lato negativo della medaglia però è il rischio, per il bimbo, di essere esposto a possibile obesità, intolleranza al glucosio oltre al rischio di diventare affetto dalla comune malattia autoimmune in adolescenza o nel periodo giovanile.