Un minore su 2 è stato contattato via web più volte con proposte indecenti da sconosciuti.  A 3 minori su 10 è stato chiesto un appuntamento al buio. Il 30% di chi ha subito un tentativo di adescamento ha meno di 15 anni. Più di 200.000 minori hanno accettato proposte oscene in cambio di una ricarica telefonica.

Sono questi alcuni dei dati emersi da un’indagine condotta nel mese di aprile 2012 dall’Istituto demoscopico SWG ed elaborati dal Moige – Movimento Italiano Genitori, Onlus che in 15 anni di attività ha coinvolto oltre 200.000 minori in progetti di prevenzione su temi di emergenza sociale.

Il Moige avvia in questo periodo una nuova campagna nazionale per sensibilizzare e raccogliere fondi mirati a finanziare un preciso progetto: la prevenzione e il contrasto della pedofilia e della pedopornografia. Per sostenere questa iniziativa, è possibile donare 2 euro inviando fino al 3 luglio un SMS al 45509 (oppure donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa).

Madrina dell’iniziativa, da sempre vicina al Moige, è Milly Carlucci, che dichiara:
“Come  mamma so quanto sia importante e allo stesso tempo difficile proteggere i nostri figli dai pericoli del web. L’adescamento pedofilo è un’emergenza sociale che dobbiamo combattere e sconfiggere: internet non deve fare paura, ma va utilizzato in modo responsabile. La prevenzione è lo strumento più efficace per aiutare i nostri ragazzi a conoscerne a fondo rischi e opportunità”.

“Ogni genitore dovrebbe sapere che” – questo il nome della campagna del Moige – nasce dai preoccupanti risultati della ricerca condotta nel mese di aprile su un campione di 600 ragazzi utilizzatori di internet, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, di entrambi i sessi e di tutte le regioni italiane.
Dai risultati emerge che il tempo di navigazione medio si attesta tra le 3 e le 4 ore giornaliere. Ma osservando i dati nel dettaglio si rileva che, a fronte dei due terzi dei ragazzi che naviga sul web non più di 3 ore al giorno, ne troviamo più di un terzo (soprattutto maschi) che lo fa per oltre 5 ore.

Sul fronte dei limiti e delle preoccupazioni dei genitori, il dato per nulla rassicurante evidenzia come siano meno del 20% i padri e le madri che pongono dei limiti ai propri figli sul tempo di navigazione, mentre la maggioranza assoluta (79%) si fida di loro e non fissa alcuna restrizione. E tra le cose da non fare navigando, i genitori consigliano in particolare i figli di non accettare incontri con sconosciuti e di non fornire dati personali. Preoccupa su questo fronte quel 17% di genitori che non dà nessun consiglio ai figli su come muoversi e cosa non fare.

Social network, informazione e posta elettronica sono le opportunità offerte dalla rete maggiormente utilizzate, cui seguono il download di musica e film; meno gettonati la chat e il gioco. L’utilizzo di programmi d’incontro tramite chat riguarda circa un terzo dei ragazzi, soprattutto i più piccoli; oltre la metà dichiara di non aver mai utilizzato questo strumento.

Ben 6 ragazzi su 10 non hanno computer dotati di sistemi di sicurezza e filtri per il controllo di accesso a siti dai contenuti pedopornografici e violenti. 4 ragazzi su 10 vengono approcciati in Internet da sconosciuti per chiedere dati personali o fare proposte indecenti (40% del campione, percentuale che sale a 52% per le femmine, cioè 1 ragazza su 2) e per la maggior parte si tratta di minorenni. La reazione della maggioranza è di interrompere subito la connessione, ma un terzo di coloro che hanno vissuto questa esperienza ha continuato a chattare seppur senza rivelare i propri dati.

Ciò che colpisce è soprattutto che la metà di coloro che hanno avuto questo genere di esperienze non ne abbia fatto parola con nessuno, e che solo una piccola parte ne abbia parlato con i genitori, e ancor peggio che un 4% abbia accettato di corrispondere alle proposte ricevute.

 

Dal Moige

La pedofilia è una piaga che affligge ogni anno migliaia di bambini che subiscono abusi sessuali e i numerosi fatti di cronaca confermano che siamo in presenza di un’emergenza reale da affrontare subito e con ogni arma. I casi di adescamento, ad oggi, sono anche molto frequenti sul web, soprattutto a causa dei social network che consentono ai pedofili un contatto diretto con le piccole vittime. C’è da aggiungere, inoltre, che i casi denunciati sono solo la punta di un iceberg che rimane spesso celato dalla vergogna e dalla paura; dopo il dramma questi minori spesso restano soli, umiliati e non capiti.

Il Moige è in prima linea da anni nella lotta contro la pedofilia con campagne nazionali di sensibilizzazione, con tour educativi e informativi itineranti mettendo a disposizione psicologi, avvocati, educatori, il numero verde 800 93 70 70 e il sito internet www.prevenzionepedofilia.it, con l’obiettivo di combattere la pedofilia anche nei nuovi ambiti in cui si sta presentando – in particolare attraverso il web, per un corretto e responsabile uso della rete.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.moige.it

Per rendere l’azione ancor più completa ed efficace, il Moige ha intenzione di  organizzare nelle scuole e nelle piazze attività di prevenzionee formazione per spiegare ai minori come riconoscere e sapersi difendere dai pedofili. I destinatari principali del progetto saranno gli alunni, i genitori ed i  docenti delle scuole, che avranno la possibilità di essere coinvolti, formati e informati da operatori qualificati e preparati su tali tematiche, attraverso iniziative specifiche sul tema della prevenzione all’adescamento pedofilo e dell’abuso. Sarà distribuito materiale informativo a supporto della campagna e sarà inoltre sviluppata un’intensa attività sul web per favorire una maggiore informazione sull’argomento.

Numero di SMS solidale: 45509.

Periodo: dal 18 giugno al 3 luglio 2012.

Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca. Sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TeleTu e di 2/5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali.