È un’infiammazione della parte interna dell’orecchio, che determina spesso dolore ed è dovuta ad accumulo di muco e all’infezione conseguente. Le otiti spesso sono dovute a infezioni virali, in un numero minore di casi dipendono da infezioni batteriche, che si giovano della cura con antibiotici. Spesso sono conseguenti a un raffreddore; può esserci febbre. Il bambino potrebbe avere la sensazione di sentirsi tirare o sfregare in un orecchio, ma i piccoli non sempre riescono a capire da dove viene il dolore e possono anche solo piangere e apparire abbattuti e infastiditi.

Che cosa fare:
Se vostro figlio ha mal d’orecchi, ma per il resto sta bene, può essere somministrato paracetamolo o ibuprofene ogni 12-24 ore per due-tre giorni.

Se c’è febbre il paracetamolo è indicato anche ogni 5-6 ore, alla dose di 10-15 mg per chilo di peso corporeo, in attesa di portare il bambino dal pediatra.

Non mettete olio o gocce otologiche nelle orecchie di vostro figlio senza consiglio medico.

Effettuate lavaggi nasali con abbondante soluzione fisiologica, poi fate soffiare delicatamente il naso al bambino.

Quando telefonare al pediatra
Se c’è dolore e febbre e il bambino appare sofferente.
Se fuoriesce secrezione di pus dall’orecchio.
Se il bambino è piccolo e piange e si tocca le orecchie.

Ricordate
Dopo un’otite il vostro bambino potrebbe avere problemi di udito per un periodo che va dalle due alle sei settimane. Se il problema persiste ulteriormente consultate il pediatra per approfondimenti.

Testo estratto da “Da 0 a 6 anni – Una guida per la famiglia” di Guido Brusoni, Rosanna Moretto, Leo Venturelli.