Allergie: dubbi e domande

Perché i pediatri, parlando di svezzamento e di nuovi cibi, invitano spesso alla cautela?

Il primo anno di vita è un periodo delicato nel quale l’organismo del bambino non ha ancora sviluppato efficaci difese, è più vulnerabile e quindi maggiormente esposto al rischio di una sensibilizzazione allergica.

È proprio in questo momento che si possono creare le premesse per una successiva comparsa delle allergie.
Nel primo anno di vita le forme allergiche sono soprattutto di tipo alimentare, ma queste aprono poi la strada verso la sensibilizzazione ad altre sostanze negli anni successivi (ad esempio i pollini).

I sintomi inizialmente si manifestano a livello della pelle (dermatite, or ticaria) e dell’intestino (diarrea, coliche, stipsi) e si modificano nel tempo con problemi a carico dell’apparato respiratorio (rinite, tosse, asma).

Allergici si nasce o si diventa?

No, non si nasce allergici, si nasce con una predisposizione all’allergia.
La distinzione è fondamentale perché i fattori ereditari sono alla base dell’allergia ma è il contatto costante con l’allergene (la sostanza che provoca allergia) che gioca un ruolo importantissimo.
Infatti se in famiglia nessuno è allergico, il bambino ha il 10% di probabilità di sviluppare un’allergia ma la frequenza sale al 40% se uno dei due genitori è allergico e al 60% se lo sono entrambi i genitori.

Sono una mamma allergica, il mio bambino diventerà anche lui un allergico?

Un bambino che nasce con questa predisposizione familiare può anche non diventare un bambino allergico. È però probabile che ciò avvenga se alla predisposizione si associano fattori scatenanti, come i fattori ambientali, per esempio. Infatti l’inquinamento, anche quello domestico (il fumo!), e il precoce contatto con certi alimenti possono favorire la comparsa dei disturbi.

È possibile prevenire le allergie?

No, non è possibile prevenire le allergie, ma è possibile ridurne la gravità e ritardare la comparsa dei sintomi attraverso una serie di attenzioni da riservare ai bambini a “rischio allergico”, cioè figli di genitori allergici.