Negli ultimi anni sono aumentate le diagnosi di  allergie e intolleranze al latte e alle sue proteine, ma quanti sono i soggetti realmente allergici? Apparentemente si tratta di un problema diffuso, ma  spesso si tratta di una ‘percezione’, ossia la sensazione auto-riferita dal  paziente che il latte influenza negativamente il suo stato di salute. In una indagine europea su 44mila soggetti intervistati, 5mila hanno affermato di essere ‘allergici’ al latte, l’11% del campione, specialmente donne.

L’allergia ‘reale’ invece è confermata da un ‘test da carico orale’ positivo: dati ottenuti da studi trasversali hanno dimostrato una prevalenza tra lo 0,6 e il 2,5% nei bambini in età prescolare, dello 0,3% tra i 5 e i 16 anni di età e meno dello 0,5% negli adulti.

Vero o falso?

1- L’allergia alle proteine del latte vaccino può influire sulla qualità di vita dei bambini.
Vero. Se non ben controllata, l’allergia al latte influisce pesantemente su diversi aspetti della qualità di vita dei bambini. Tra gli altri, il loro rapporto col cibo, il rapporto coi compagni di scuola, l’autostima, la percezione del proprio corpo. Una dieta di eliminazione può essere difficile da seguire, ma una desensibilizzazione può portare ad effetti collaterali anche importanti.

2- L’allergia alle proteine del latte vaccino si estende necessariamente alle proteine del latte di altri animali.
Falso. I bambini con allergia alle proteine del latte vaccino sono praticamente sempre allergici alle proteine del latte di capra e di pecora, ma possono non essere allergici alle proteine del latte di equini come la cavalla o l’asina e del latte di cammello. Tuttavia questi prodotti non possono essere usati nella loro alimentazione sostitutiva perché inadeguati dal punto di vista nutrizionale.

3- L’allergia alle proteine del latte vaccino può essere causa di asma.
Vero, ma non frequente. Esistono casi in cui l’unico sintomo dell’allergia alle proteine del latte vaccino è l’asma, e quindi in bambini con asma persistente di causa oscura è opportuno valutare anche questa possibilità. Tuttavia di regola l’asma del bambino allergico al latte si manifesta accanto a sintomi gastrointestinali e cutanei.

4- Se un bambino ha anche asma, la sua allergia alle proteine del latte durerà di più.
Vero. I fattori prognostici negativi per durata dell’allergia comprendono: sintomi gravi, sintomi respiratori, alto grado di sensibilizzazione, co-sensibilizzazione ad altri alimenti, co-sensibilizzazione ad inalanti.

5- L’allergico alle proteine del latte non può mangiare la carne ovina, specialmente quella del vitello.
Falso. La quota di bambini con allergia alle proteine del latte che è sensibile alla carne bovina (indifferentemente di manzo o di vitello) non supera il 20%. Questa fetta di bambini va cercata tra i più gravi. Poiché la loro sensibilità è legata alla sieroalbumnina bovina, che ad alte temperature per lungo tempo è termolabile, anch’essi tuttavia possono tollerare di regola gli omogeneizzati ed i liofilizzati di carne bovina.

6- Per escludere l’allergia alle proteine del latte può bastare un prick test negativo
Falso. Quasi mai un prick test negativo è sufficiente ad escludere un’allergia  al latte. Sono parecchi i bambini che hanno una allergia al latte non IgEmediata, per i quali nemmeno un dosaggio negativo di IgE specifiche è in  grado di escludere la condizione. Bisogna sempre fare un “test da carico” per escludere la condizione.

7- Ai bambini entro i 24 mesi a cui sia diagnosticata una allergia al latte, va suggerito almeno un alimento sostitutivo.
Vero. In presenza di una diagnosi, va suggerito un latte sostitutivo. È un alimento troppo importante dal punto di vista nutrizionale e va quindi indicata la formula più appropriata secondo le linee-guida.