Nonostante l’Italia abbia una tradizione alimentare tra le più sane al mondo, spesso i genitori hanno qualche difficoltà a far seguire ai figli una dieta adeguata alle loro esigenze. “Oggi, spesso a tavola comanda il bambino – spiega il professor Alberto Ugazio, coordinatore del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma – non c’è dubbio che oggi i genitori incontrino delle difficoltà ad indicare ai figli le cose giuste e sbagliate a tavola, o non hanno tempo o non sono preparati per farlo”. Una delle abitudini che il pediatra nota di più oggi tra i genitori è che chiedono al bambino, anche molto piccolo, cosa vuol mangiare. Il bambino, però, non ha gli strumenti per decidere quali siano gli alimenti più indicati per la sua crescita”.

C’è un insieme di fattori sociologici e psicologici familiari che favoriscono un’alimentazione sregolata. I cambiamenti della struttura familiare, per esempio, hanno fatto moltissimo.  A ciò si aggiungono i ritmi sempre più frenetici che impediscono alla famiglia, anche quando è unita, di vivere insieme il momento dei pasti.

“Il mangiar male – spiega ancora il professor Ugazio – è un fenomeno che riguarda tutti i paesi industrializzati. Le cause dell’obesità sono evidenti – sottolinea il pediatra – e legate ad un’alimentazione ipercalorica e al fatto che i bimbi si muovono molto meno che in un passato. Noi andavamo a scuola a piedi o in bicicletta, oggi è impossibile o pericoloso nelle grosse città, mentre nei piccoli centri dove pure si potrebbe è ormai invalsa l’abitudine (anche perché i genitori sono iperprotettivi) di accompagnare ovunque i figli in macchina”.

Servirebbe un diverso stile di vita, muoversi di più giocare di più, giocare all’aria aperta. “Sono abitudini e stili di vita che in parte possiamo correggere e migliorare con i genitori – rileva il professor Ugazio – ma che dipendono anche dalla sensibilizzazione dell’intera società, delle amministrazioni locali e delle istituzioni nell’attrezzare adeguatamente le città in cui viviamo”.