Si celebra il 2 aprile 2013 la VI Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo. Sancita dalle Nazioni Unite con la risoluzione 62/139 del 18 dicembre 2007, nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza dell’autismo e la solidarietà nei confronti dei bambini e delle persone che ne sono affette, che restano spesso invisibili ai più. Il grave handicap che l’autismo, pur nelle diverse forme, porta con sé può essere ridotto con l’educazione speciale precoce, intensiva e strutturata, ma per ora non sconfitto. “La conoscenza di questa disabilità da parte dell’opinione pubblica può fare moltissimo per ridurre l’handicap – come ribadiscono i promotori della Giornata mondiale – e facilitare l’inclusione nella scuola e nella società”.

Lo slogan scelto quest’anno è “Autismo, più frequente di quanto non si pensi”. A rimarcare che anche l’incidenza della patologia – così come i tempi di diagnosi e le cause – non è del tutto conosciuta, e sono molti i contorni della malattia tuttora sfuggenti. Certo è che la sindrome autistica rappresenta attualmente un gravissimo problema a livello mondiale in campo educativo e sanitario, di cui ancora, nella stragrande maggioranza dei casi, non si conoscono le cause.

I dati. La letteratura scientifica recente (2008) ci dice che l’autismo si manifesta su un bambino ogni 87. Ma già sembra un dato di ieri, come riferisce il professor Carlo Hanau (Angsa onlus): infatti il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, uno dei massimi centri sul tema riconosciuto a livello internazionale, in uno studio recentissimo condotto da una epidemiologa coreana ha portato il rapporto a 1 ogni 50. “Ma occorre specificare che si tratta di un dato generale sulle diverse forme di autismo – tiene a dire Hanau -: i casi gravi sono 1 su 1000, vale a dire quelli che implicano 4-5 milioni di costi sanitari per ogni vita e hanno bisogno di un’assistenza personale dedicata, 1 a1”.

In Italia. E’ ancora il Cdc di Atlanta a dire che le diagnosi di tutti i disturbi autistici raggiungono in Usa due casi su 100 bambini di otto anni, mentre in Italia le regioni più attrezzate arrivano appena a 3 casi su 1000. Quelli italiani sono dati “scarsi e disomogenei” – come afferma Fantasia, la Federazione nazionale delle associazioni a tutela delle persone con autismo e sindrome di Apserger che riunisce le tre associazioni nazionali Angsa, Autismo Italia e Gruppo Asperger – e si pensa ad un numero di molto maggiore: “Pur in assenza di dati certi, si stima che almeno 400.000 famiglie in Italia abbiano un familiare con autismo”.

Incidenza in aumento: dato reale o diagnosi migliori? Il Cdc di Atlanta in uno studio pubblicato in questo mese di marzo riferisce di un tasso di prevalenza dell’autismo aumentato del 70% in 5 anni, ossia dal 1,16% nel 2007 al 2% nel 2011-2012. Come spiegare questo aumento? Gli autori dell’indagine propendono per una migliore formazione e sensibilità della comunità medica nei confronti dei disturbi dello spettro autistico (Asd), che permette diagnosi più puntuali.

FONTE: superabile.it
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